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Libertà di informazione: Murdoch gate, i grandi nomi giornalismo difendono diritto di cronaca

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Londra, 22 lug – Lo scandalo delle intercettazioni del News of the World ha messo il giornalismo d´inchiesta sul banco degli imputati, ma lo scandalo stesso non sarebbe mai venuto a galla se non fosse stato per il lavoro meticoloso di alcuni giornalisti. Ora alcuni grandi nomi della stampa britannica sono scesi in campo in difesa del diritto d´inchiesta, preoccupati da come, in futuro, un´eccessiva regolamentazione potrebbe essere introdotta a scapito di un giornalismo di qualita´. Secondo John Witherow, direttore del Sunday Times, il giornalismo d´inchiesta, quando fatto nell´interesse pubblico, e´ una potente forza verso il bene. Ma per ottenere qualcosa di buono, a volte si devono violare le regole. Mark Thompson, direttore della Bbc, e´ d´accordo e fa l´esempio di un´inchiesta del programma Panorama, che poco tempo fa rese pubblici i terribili abusi sofferti dai pazienti di un ospedale psichiatrico. Per ottenere i filmati era stata necessaria una telecamera nascosta e uno dei giornalisti aveva finto di essere un assistente sociale. Lo scandalo dei rimborsi spese dei parlamentari e´ emerso invece grazie al Daily Telegraph, che aveva pagato per ottenere documenti rubati. Quand´e´ che rompere le regole e´ etico? Qual e´ la differenza tra un buono e un cattivo giornalismo d´inchiesta? Secondo Thompson e altri, il dibattito attuale si dovrebbe incentrare su questo, non su che bavaglio mettere ai giornali. Toby Harnden, caporedattore del Daily Telegraph per gli Usa, afferma che una stampa piu´ addomesticata, piu´ in stile statunitense, farebbe comodo ai politici. ´´Gli eccessi del giornalismo britannico vanno condannati, ma i media americani ne potrebbero usare qualcuno in piu´´´, dice, sottolineando come siano stati proprio i tabloid da supermercato – e non le testate autorevoli scritte da giornalisti a caccia di Pulitzer, che quasi nessuno legge piu´ – a svelare le tresche extraconiugali del senatore John Edwards. Ros Wynne Jones, una giornalista del Daily Mirror, e´ d´accordo e scrive sull´Independent: ´´Regole piu´ severe per la stampa faranno molto comodo ai ´cattivi´´´. E aggiunge: ´´la gente comune ci perdera´ invece due volte. L´ultima volta che ho guardato, le testate autorevoli non facevano campagne su temi banali che colpiscono i lavoratori – truffe degli agenti di viaggio, usurai, parassiti che sfruttano i poveri e gli anziani. Oltre alla cronaca scandalistica, i tabloid fanno campagne meglio di chiunque altro. E alcuni dei pezzi giornalistici migliori al mondo provengono da tabloid, a cominciare dall´inchiesta di John Pilger sulla Cambogia, pubblicata dal Daily Mirror´´. (ansa)

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