New York, 13 lug – Tra indiscrezioni diffuse dai suoi ´gioielli della corona´, il Wall Street Journal a New York e a Londra il Times, di una possibile vendita delle testate superstiti di News International dopo la chiusura di News of the World, Rupert Murdoch ha rinunciato a BSkyB. La clamorosa marcia indietro del miliardario australiano da un affare che solo a marzo sembrava cosa fatta e´ stata annunciata dal vice presidente e chief operating officer Chase Carey, volato nella capitale britannica per alcune ore mentre il primo ministro David Cameron dava il via all´inchiesta indipendente su News International: ´´Nel clima attuale era troppo difficile andare avanti´´, ha detto Carey tra voci di un ribaltamento della successione che lo vedrebbero ereditare il ruolo di Ceo dal vecchio Murdoch ´saltando´ l´ultimogenito ed erede apparente James la cui credibilita´ e´ stata irrimediabilmente erosa dallo scandalo delle intercettazioni. News Corp possiede il 39 per cento di BSkyB e ne resta ´´leale azionista´´ ma aveva messo gli occhi addosso al restante 61 per cento con l´obiettivo di integrare i servizi di tv satellitare con quelli dei suoi giornali di carta: un piano che almeno per ora e´ destinato a restare su un binario morto, anche se Carey si e´ premurato di far sapere che tra sei mesi News Corp potrebbe tornare alla carica come permettono i regolamenti della City. Ma di li´ ad allora sull´impero Murdoch potrebbe essere tramontato molte volte il sole. Gia´ martedi´ il miliardario, il figlio James e la pupilla Rebekah Brooks dovranno comparire, volenti o nolenti, davanti al Parlamento. A spingere Murdoch alla ritirata su BSkyB potrebbe esser stata non solo l´azione di Westminster e dei politici del Regno Unito, improvvisamente liberi dal ´guinzaglio´ a cui li teneva il tycoon, ma anche e soprattutto la minaccia del Senato americano di aprire un´inchiesta su News Corp negli Usa: ´´Potrebbero saltar fuori reati penali´´, ha anticipato il senatore Jay Rockefeller, indignato dalle sensazionali rivelazioni che i giornali di Murdoch avrebbero intercettato anche parenti delle vittime dell´11 settembre. Con l´intero gruppo in pericolo, anche i miliardi della piattaforma pay-tv potrebbero esser sembrati spiccioli. La marcia indietro su BSkyB e´ stata salutata con soddisfazione dalle forze politiche britanniche, che nelle ultime ore avevano trovato un´inedita coesione nel fronte anti-Murdoch. ´´E´ una decisione benvenuta, ora Murdoch puo´ concentrasi a far pulizia, non pensare a takeover´´, ha detto il primo ministro David Cameron saltato nelle ultime ore sul carro del suo vice Nick Clegg e del leader dell´opposizione Ed Miliband. Per Miliband, che oggi ha portato ai Comuni una mozione anti-Murdoch approvata per acclamazione, e´ stata una ´´vittoria della gente e del Parlamento´´. Clegg, che aveva minacciato di spaccare la coalizione sul caso News of the World, ha parlato di una decisione ´´ragionevole e sensibile´´, mentre il suo vice Simon Hughes ha commentato a effetto che sull´impero Murdoch ´´sta cominciando a tramontare il sole´´. Fino a una settimana fa Murdoch aveva pensato che sarebbe bastato chiudere News of the World per contenere lo tsunami di indignazione che aveva investito le sue testate. Da allora ogni giorno ha portato nuove e sempre piu´ imbarazzanti rivelazioni sul comportamento dei giornalisti di News International – non solo a Notw ma anche al Sun e al Sunday Times – che rendono legittimo chiedersi se la retromarcia su BSkyB sara´ sufficiente a salvare l´impero. Potrebbe essere necessario sbarazzarsi di News International e a questo scopo – scrive il Wsj – sono stati fatti passi per esplorare possibili compratori. Senza successo pero, visto ´´il clima attuale di crisi dei media´´. Intanto a Londra e´ scattata l´inchiesta: Cameron ne ha affidato la guida al Lord Justice Leveson, il magistrato che a meta´ anni Novanta mando´ all´ergastolo Rose Woods, una celebre serial killer. ´´Una stampa libera e forte e´ uno strumento di controllo essenziale per la democrazia, ma le rivelazioni dei giorni scorsi impongono un domanda: chi custodisce i custodi?´´. (ansa)____________________________________________________ Rupert Murdoch e´ sull´orlo di una crisi transoceanica. La sua News Corporation, uno dei gruppi editoriali piu´ importanti e potenti al mondo, travolta dallo scandalo a Londra, sta valutando a New York se non sia il caso di cedere tutte le testate britanniche. Tanto piu´ che si profila all´orizzonte un nuovo rischio: il gruppo potrebbe essere oggetto di un´inchiesta anche negli Usa su possibili intercettazioni delle famiglie vittime dell´11 settembre. A chiederla, oltre a diversi gruppi e associazioni di cittadini, e´ ora anche una voce ufficiale, quella del presidente della Commissione Commercio del Senato americano, il democratico Jay Rockefeller, potente alleato della Casa Bianca ma, soprattutto, autorevole interprete di un sentimento diffuso negli Usa: lo sdegno di fronte a un potenziale sfruttamento a fini editoriali delle vittime degli attentati del 2001. Secondo Rockeffeller, se e´ vero che testate del gruppo Murdoch hanno intercettato illegalmente anche familiari delle vittime, allora un´inchiesta non e´ solo opportuna, e´ doverosa. ´´Invito le agenzie preposte a indagare per essere certi che la vita privata degli americani non sia stata violata´´, ha scritto il senatore. ´´Provo inquietudine all´idea che lo scandalo delle intercettazioni emerso a Londra dalla News Corporation possa aver toccato le vittime dell´11 settembre, o di altri americani. Se fosse questo il caso, sarebbe grave´´. Anche alla luce di questo, Rupert Murdoch sta correndo ai ripari. Non solo ha ritirato l´offerta per l´acquisto della piattaforma pay-tv di BskyB, ma ´´tra le tante opzioni sul tavolo´´ ha preso in considerazione anche la piu´ clamorosa: la vendita dei giornali britannici del gruppo, Sun, Times e Sunday Times. A riportarlo e´ stato oggi nientemeno che il gioiello di famiglia, il Wall Street Journal, la testata piu´ autorevole. Murdoch la acquisi´ nel 2007 dalla famiglia Bancroft comprandosi per 5 miliardi di dollari nientemeno che il Dow Jones (proprietario del Wsj). E´ stata l´ultima grande acquisizione da parte del gruppo, che ha cominciato a operare sul mercato americano fin dal 1973, quando il magnate australiano compro´ il San Antonio Express-News e, tre anni dopo, il New York Post. Da allora la News Corp e´ cresciuta di anno in anno, diventando un gigante mondiale, al punto che nel 2004 decise di trasferire il suo quartier generale da Adelaide, in Australia, a New York. Il gruppo era diventato troppo grande per poter essere controllato dai confini del mondo. Meglio quindi essere al centro del mondo, tanto piu´ che nel 1985 aveva comprato la 20th Century Fox, nell´86 sei televisioni del circuito Metromedia (diventate il nucleo della Fox Broadcasting Company), e nel 1996 aveva deciso di entrare sul mercato delle tv via cavo con il Fox News Channel, pura informazione 24 ore su 24, sul modello della Cnn. Oggi la Fox e´ accusata da piu´ testate, tra cui la stessa Cnn, di aver ´´nascosto´´ le notizie sullo scandalo. Un´eventuale inchiesta americana rischia di entrare in profondita´ negli affari americani di Murdoch. Le entrate della News Corporation, il piu´ grande gruppo editoriale al mondo dopo la Walt Disney, nel 2010 sono state di 32,778 miliardi di dollari, e il suo valore complessivo, sempre nel 2010, e´ stato stimato di 54,384 miliardi. Negli uffici del 1211 Avenue of the Americas, sulla 6th Avenue, dove la News Corp ha il suo quartier generale, sono in molti a tremare. (ansa)