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Riforma editoria: Bonaiuti, contributi per 170 milioni. Ma l´anno scorso ce n´erano 15 di più. Fnsi, ora si passi ai fatti

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Roma, 13 lug – ´Un decalogo´, dai contributi in base ai livelli di occupazione alla possibilita´ di incentivi per i giornali on line, alla riforma dei criteri per le convenzioni con le agenzie di stampa: e´ la piattaforma su cui riavviare il dialogo per la riforma dell´editoria delineata oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti in commissione Cultura alla Camera. Un confronto anche immediato, chiede Bonaiuti, che parla di una possibile ´torta´ da 170 milioni per i contributi diretti da erogare nel 2011, ma avverte: ´´E´ impensabile che la gelata della speculazione internazionale non si rifletta anche sull´editoria´´. E ammettendo che il precariato ´´e´ un problema reale´´ dice si´ al progetto Moffa sull´equo compenso nel settore giornalistico. Tra i dieci ´´possibili punti di discussione´´ per la riforma Bonaiuti cita ´´il ripensamento del funzionamento del sistema distributivo´´, la sua ´´informatizzazione´´ attraverso il codice a barre (che costerebbe pero´ ´´15-20 milioni´´, ora non disponibili) e la ´´revisione delle modalita´ commerciali di remunerazione per i soggetti addetti alla vendita´´. E ancora ´´un intervento normativo che tuteli il diritto d´autore, anche se nell´era multimediale e´ difficilissimo, e mi chiedo se sia utile, porre un freno alla rete, espressione di liberta´´´. Sul tavolo anche la ´´riforma dei criteri in base ai quali vengono stipulate le convenzioni con le agenzie di stampa´´ con ´´parametri riferiti all´occupazione regolare´´. Va inoltre ´´recepito il principio europeo di liberalizzazione delle tariffe postali agevolate´´ e ´´riformata la disciplina dei contributi della legge 250/90, riducendo la platea dei soggetti beneficiari´´. Bonaiuti parla anche di ´´credito agevolato, finalizzato all´innovazione´´ e di ´´forme di incentivo per i giornali on line, ma ancora una volta legate ai livelli di occupazione. I principi essenziali da porre – ribadisce – sono l´occupazione e l´effettiva visibilita´ delle testate, in termini di copie vendute per la carta stampata o di accessi ai siti per i giornali on line´´. Infine ´´un accesso piu´ facile alla pubblicita´ istituzionale´´. Fin qui le ipotesi di lavoro. Ma il contesto resta critico e destinato a subire ´´gli effetti della gelata della speculazione internazionale´´, ammette il sottosegretario, snocciolando le cifre del calo di vendite e pubblicita´, che continua anche nel 2011: nei primi quattro mesi dell´anno la flessione e´ del 2.4% per le prime, del 4% per gli introiti pubblicitari. Dovrebbe cosi´ ammontare a ´´170 milioni´´ la ´´torta´´ dei contributi diretti da erogare quest´anno per il 2011, ma le previsioni non sono rosee: ´´Per il 2012-2013 – spiega – si prevedono 190 milioni di euro, rispetto ai 170 di quest´anno, ma comprensivi´´, tra l´altro, ´´degli accordi con la Rai´´. Ad aggravare la situazione, il ´´problema reale, concreto´´ del precariato giornalistico: di qui ´´tutto il sostegno possibile´´ del governo alla proposta Moffa sull´equo compenso nel settore: ´´Si tratta di questioni non di secondo piano, che investono la dignita´ e la deontologia di una professione di cui c´e´ sempre piu´ bisogno per diffusione idee e cultura´´, sottolinea Bonaiuti. Plaude la Fnsi: ´´Il parere favorevole e´ un passo avanti importante verso la definizione di equilibri economici e di welfare avanzati e rispettosi del lavoro dei colleghi´´. Apertura da Bonaiuti anche sulla proposta di riforma dell´Ordine dei giornalisti, con l´impegno a ´´parlare con il ministero della Giustizia per sbloccare il no al Giuri´´´ per la correttezza dell´informazione. (ansa)_________________________________________________ DA BONAIUTI LUCI E OMBRE SUL FUTURO INFORMAZIONE. La ´´torta´´ dei contributi statali per l´editoria per il 2011 sara´ di circa 170 milioni. Sono le cifre comunicate dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l´editoria, Paolo Bonaiuti, ascoltato oggi in commissione Cultura alla Camera. Cifra consistente ma che ha sollevato perplessita´ proprio nel mondo editoriale perche´ comporta un taglio di 15 milioni rispetto all´anno precedente che pure fu segnato dai tagli della finanziaria. ´´Nel 2010 -ha spiegato Bonaiuti- abbiamo speso circa 185 milioni di euro per i contributi 2009; di questa torta dobbiamo calcolare che sono andati ai contributi poco meno di 180 milioni, gli altri 5 sono stati destinati ai giornali italiani all´estero. L´anno scorso, pero´, eravamo riusciti a porre una limitazione al 50% sulla contribuzione ai giornali italiani all´estero, che ora non c´e´ piu´, una limitazione al 50% sui quotidiani editi dalle associazioni dei consumatori e un taglio del 2% al contributo del 2009 da riscuotere nel 2010. La torta quest´anno dovrebbe essere vicina al 90%´´ rispetto allo scorso anno, e dunque da 170 milioni. Per quanto riguarda invece il credito di imposta sulla carta, ´´ci sono 30 milioni, ma come sapete -ha detto Bonaiuti- non devono configurarsi come aiuti di Stato: abbiamo inviato i nostri funzionari a Bruxelles, aspettiamo entro il 31 luglio il via libera dell´Unione europea, di cui non possiamo fare a meno´´. Bonaiuti ha poi ricordato che l´editoria dovrebbe poter contare su altri 30 milioni coperti dalla gara delle frequenze, che il ministro Romani non ha ancora indetto. Spero -ha commentato Bonaiuti- dopo la pausa estiva di dare risposte piu´ precise´´. Fin qui il problema dei ´´numeri´´ da cui dipendono tante testate e radio locali che rappresentano nel loro insieme il pluralismo informativo. Maggiore soddisfazione -che e´ stata sottolineata dalla Fnsi- e´ la parte normativa che riguarda la lotta la precariato e la riforma dell´ordine dei giornalisti. Quello dei precari, ha riconosciuto Bonaiuti, ´´e´ un problema reale, concreto´´. E Bonaiuti ha promesso ´´massimo appoggio´´ al ddl Moffa sull´equo compenso nel settore giornalistico. ´´I precari sono persone che lavorano molto e vengono pagate con cifre risibili, in piu´ senza reali protezioni di legge e riconoscimenti. Molti sono giovani, moltissime sono donne: si tratta di una forma di precariato molto diffusa e rischiosa, penso – ha detto Bonaiuti – alla tutela di queste persone anche dal punto di vista assicurativo´´. Citando i dati dell´Ordine dei giornalisti, Bonaiuti ha sottolineato che ´´dal ´75 al 2009 gli iscritti all´Ordine sono passati da 30 a 110 mila, ma sono cambiate in maniera rilevantissima le condizioni del lavoro. Nel 2009 i rapporti subordinati sono 18 mila 567, con un aumento di circa il 50% rispetto all´inizio del decennio 2000, ma i rapporti di lavoro autonomo, che erano meno di 10 mila, sono saliti a piu´ di 30 mila, aumentando di oltre il 300%´´. Inoltre ´´Il 41% della popolazione giornalistica – ha aggiunto – lavora nell´emittenza radio tv pubblica e privata e negli uffici stampa o in altri segmenti produttivi. E´ in corso un cambiamento epocale di questa professione per cui credo che queste norme del Ddl Moffa sull´equita´ retributiva nel lavoro giornalistico dovrebbero essere al centro di un provvedimento di riforma cui do´ fin d´ora tutto il mio appoggio: si tratta di questioni non di secondo piano, che investono la dignita´ e la deontologia di una professione di cui c´e´ sempre piu´ bisogno per diffusione idee e cultura´´. ´´Avevo preparato quelli che potrebbero essere i dieci possibili punti sui quali non c´e´ una vera e propria paternita´, ma dai quali partire per una discussione´´ sulla quale muoversi gia´ ´´a fine mese o a settembre´´. Bonaiuti ha parlato di ripensamento ´´sul funzionamento del sistema contributivo per evitare che prodotti senza contenuto editoriale possano usufruire di tutele e parita´ di trattamento ma solo perche´ registrati´´; e ancora ´´l´informatizzazione del sistema distributivo, a barre, che ci potrebbe costare sui 15-20 mln´´; la ´´revisione della modalita´ commerciali di remunerazione´´; un ´´intervento normativo che tuteli il diritto d´autore´´; una ´´riforma dei criteri per come vengono stipulate le convenzioni con le agenzie di stampa: i parametri devono essere riferiti all´occupazione´´ nel senso che chi ´´occupa piu´ giornalisti con un contratto regolare ha diritto ad avere di piu´, chi usa lavoro in nero non ha diritto ad avere niente. E poi regolarsi sulla base ´´dei fabbisogni dichiarati dalle amministrazioni pubbliche, della dimensione organizzativa e del fatturato´´; inoltre ´´gli incentivi per i giornali che tutti possono vedere on line ma legandoli ai parametri dell´occupazione, con due principi: l´occupazione e l´effettiva visibilita´ delle testate´´. (asca)_________________________________________________ GIUNTA FNSI, RIFORMA URGENTE, SI PASSI AI FATTI. ´´E´ importante che Parlamento e Governo siano tornati, dopo mesi di silenzio, a parlare di riforma dell´editoria, come e´ accaduto con le indicazioni concrete oggi della commissione Cultura della Camera´´: la Giunta della Federazione nazionale della stampa, riunita nel pomeriggio a Roma, ´´ne prende atto con estremo interesse rilevando l´urgenza di mettere insieme le volonta´ dichiarate (dal sottosegretario Bonaiuti, agli onorevoli Carra, Giulietti, Merlo, Mazzuca, tra gli altri) per dar corso a un´opera riformatrice efficace e di utilita´ sociale´´. Per la Giunta della Fnsi, ´´si tratta di assumere con chiarezza, nelle politiche sociali ed economiche, il concetto dell´informazione come bene pubblico fondamentale. Non si puo´ andare avanti con provvedimenti tampone o amministrativi di taglio tecnocratico. E´ giunto il tempo di mettere insieme sforzi e proposte per sostenere innovazione, crescita e qualita´ dell´informazione, valorizzando e supportando l´occupazione professionale, risorsa essenziale non sostituibile da nessuna macchina. La sfida della credibilita´ e della qualita´ dell´informazione e´ ineludibile e richiede donne e uomini intelligenti, competenti, professionalmente attrezzati e correttamente occupati, secondo leggi e contratti´´. ´´L´apertura del confronto legislativo in Parlamento su riforma dell´editoria, contestualmente alla riforma dell´ordinamento professionale dei giornalisti e ad interventi per il lavoro autonomo nel settore, deve percio´ diventare occasione – insiste la Giunta del sindacato dei giornalisti in una nota – per un´opera di innovazione finalizzata all´utilita´ di un pezzo qualificato del sistema industriale e di un´area delicata e sensibile del mondo del lavoro. Queste sono, per la Giunta esecutiva della Fnsi, le vere priorita´ del sistema dell´informazione che va liberato da qualsiasi tentativo di frenarne voci e potenzialita´ con divieti o di condizionarne la liberta´ di mercato oppressa da squilibri pubblicitari o da conflitti di interesse´´. (ansa)

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