Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Libertà di informazione: disastro ferroviario in Cina, il Governo dice basta a critiche di giornali e tv e riprende il controllo dei media

Condividi questo articolo:

Pechino, 1 ago – Dopo una settimana nella quale le critiche alla versione ufficiale del disastro ferroviario del 23 luglio hanno inondato televisioni, Internet e giornali, il governo cinese ha ripreso oggi il controllo dei mezzi d´ informazione. Secondo David Bandurski, del China Media Project dell´ Universita´ di Hong Kong, ´´una circolare con l´ ordine di raffreddare la copertura dell´ incidente´´ e´ stata inviata sabato scorso dal Dipartimento per la Propaganda del Partito Comunista a tutti i media cinesi e ´´un gran numero di giornali hanno dovuto freneticamente cercare di coprire i buchi che si erano creati, perche´ interviste e commenti sul disastro erano diventati improvvisamente proibiti´´. Nell´ incidente – uno scontro tra due treni ad alta velocita´ sulla linea tra Hangzhou e Wenzhou, nella Cina orientale – hanno perso la vita almeno 40 persone, tra cui una giovane turista italiana. Immediatamente dopo il disastro i ´´microblog´´ di Internet – il sostituto locale di Twitter, che in Cina e´ bloccato dalla censura – si sono riempiti di messaggi che mettevano in discussione la versione ufficiale, che criticavano il governo e in particolare il ministero delle ferrovie per la cattiva organizzazione dei soccorsi e mettevano in discussione l´ intero progetto dell´ alta velocita´, uno dei favoriti della dirigenza cinese sia per ragioni economiche che d´ immagine. In sostanza, gli internauti – che sono intervenuti a decine di milioni – hanno sostenuto che il governo vuole proteggere i veri responsabili del disastro, cioe´ i potenti tecnocrati del ministero delle ferrovie. Una prima circolare che ordinava di riferire solo la versione ufficiale era stata ignorata da buona parte dei giornali cinesi, che sono tutti direttamente o indirettamente controllati dal governo. Un reporter della TV di Stato, la Cctv, e´ stato sospeso per aver intervistato un parente di una delle vittime, una delle iniziative vietate dalla circolare. Mercoledi´ 27, nel tentativo di contenere i danni, il premier Wen Jiabao si e´ recato sul posto del disastro promettendo un´ inchiesta ´´trasparente´´. Bandurski cita gli esempi del Beijing News e di China Business Views, e pubblica sul sito web del progetto (http://cmp.hku.hk) le pagine che sono state ´´cancellate´´ dai giornali in seguito all´ ultimo intervento della censura. Numerosi giornalisti cinesi, che preferiscono non essere nominati, hanno confermato la circostanza. ´´La mia storia di oggi non verra´ pubblicata e sembra che debba scrivere qualcos´ altro´´ ha scritto in un microblog un giornalista che si firma ´´ammutolito´´. ´´Ci sono arrivate tre telefonate – ha raccontato un altro – la prima intorno alle nove di sera, che ci ordinava di ´raffreddare´ la copertura dell´ incidente; la seconda dopo un´ ora, che ci ingiungeva di pubblicare solo le notizie dell´ agenzia Nuova Cina e la terza dopo mezzanotte, con la quale ci e´ stato ordinato di non mettere la notizia in prima pagina´´. (ansa)

Il network