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Riforma dell´Ordine: via libera dalla Camera. Fnsi, primo passo verso ammodernamento

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Roma, 2 ago – La commissione Cultura della Camera si e´ espressa sulla riforma dell´Ordine dei giornalisti, relatore Giancarlo Mazzuca (Pdl), in sede legislativa. Il provvedimento passa ora al Senato. ´´Sono soddisfatto sia passata la riforma dell´Ordine dei giornalisti nella commissione cultura della Camera con un voto praticamente unanime visto che c´e´ stato soltanto un astenuto´´. Lo ha detto Giancarlo Mazzuca, deputato del Pdl e relatore del provvedimento, all´uscita della Commissione Cultura della Camera dove e´ stato approvato. La riforma ora andra´ al Senato. ´´Molti colleghi mi hanno chiesto che senso ha portare avanti questa legge quando si parla di azzerare tutti gli ordini. Anch´io in realta´ sono favorevole a un azzeramento, ma il rischio era che succedesse la stessa cosa capitata con l´abolizione delle province, tutti ne parlano ma non si fa niente. Non si poteva andare avanti con una legge vecchia di 50 anni, varata nel 1963. Questa riforma serve a snellire e modernizzare l´ordine a dargli piu´ senso e efficienza, piu´ regole nell´accesso alla professione´´. Per Mazzuca comunque, ´´questa e´ una situazione provvisoria. Mi sarebbe piaciuto portare avanti nella riforma anche la parte sul giuri´, ma c´e´ stato lo stop del governo, spero di riprenderla in futuro´´. Anche Giuseppe Giulietti, del gruppo Misto e membro della Commissione Cultura della Camera, sottolinea la delusione per lo scorporo della parte della riforma sul giuri´: ´´ho votato comunque si perche´ e´ importante intervenire sull´Ordine regolato da una legge vecchia di 50 anni, e anche per riconoscere il grande lavoro fatto da Mazzuca, ma non capisco lo scorporo della parte sul giuri´, che avrebbe permesso di affrontare un tema come quello delle rettifiche e di agire per la difesa soprattutto dei senza reddito e dei senza potere. Ora la riforma andra´ al Senato dove sicuramente verra´ modificato qualcosa e poi tornera´ qua´´. (ansa) ______________________________________________________ SIDDI, RIFORMA ORDINE PRIMO PASSO PER AMMODERNAMENTO. ´Il voto di oggi di riforma dell´Ordine dei giornalisti e´ un primo importante passo per l´adeguamento e ammodernamento dell´ordinamento professionale. Ed e´ di grande valore il voto unanime (un solo astenuto) della commissione Cultura della Camera espresso in sede legislativa, che offre un´indicazione precisa anche a quanti in questi mesi, a livello politico e di Governo, hanno avuto mere tentazioni abrogazioniste”. Lo dichiara Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, per il quale “non si puo´ ignorare che la professione giornalistica e´ chiamata a garantire il diritto dei cittadini a una corretta informazione e ha, percio´, un contenuto etico e un valore non solo materiale che necessita di garanzie della legge, sia per l´autonomia che le deve essere sempre riconosciuta, sia per l´accesso alle fonti, sia per la tutela del segreto professionale”. “Certo avremmo voluto di piu´ – aggiunge Siddi -, sia in materia di accesso, sia soprattutto per l´istituzione del Giuri´ per la lealta´ dell´informazione, ma e´ importante che questa legge abbia intanto il varo definitivo dal Senato in tempi rapidi. Si tratta di creare, presto, le condizioni per un ordinamento efficace. Un Consiglio meno pletorico (da 156 a un massimo di 90 membri) puo´ essere piu´ efficace nelle sue attivita´ di cura degli albi, delle verifiche nell´accesso, di vigilanza deontologica che la legge gli affida. E´ interessante che quanti abbiano la laurea almeno triennale siano esentati dall´esame di cultura generale. Ed e´ molto importante la maggiore qualificazione per l´attivita´ dei pubblicisti, i quali potranno accedere all´albo mediante esame di cultura generale e sulla deontologia professionale. E´ un´indicazione netta, condivisa dal sindacato dei giornalisti che, stando sul campo del lavoro e delle sue condizioni, vuole considerarla oggi una scelta di indirizzo per una piu´ penetrante, successiva iniziativa specifica sull´accesso in connessione alle tumultuose trasformazioni in corso e alle verifiche dei percorsi di istruzione”. Per il segretario della Fnsi “si tratta di linee essenziali per la qualita´ dell´informazione professionale e per il pieno recupero di un leale rapporto con i cittadini, che ne sono i veri destinatari. Apprezzamento per questo alla commissione Cultura nella sua interezza (dal presidente Aprea al primo firmatario Pisicchio, ai parlamentari piu´ impegnati sui temi dell´informazione come Barbieri, Giulietti, Levi, De Biase, Rivolta e altri) e, particolarmente, al relatore Giancarlo Mazzucca, che ha puntato con determinazione a fissare dei primi punti fermi pur ribadendo la volonta´ di riprendere successivamente altri temi, come quello del Giuri´ per la lealta´ e la correttezza dell´informazione. Si poteva quindi fare di piu´, soprattutto per il “Giuri´”, per lo snellimento dei procedimenti in relazione ai procedimenti per violazioni deontologiche e anche per l´accesso. Ma di questi tempi una riforma, sia pure di carattere essenziale sullo ´strumento´, e´ certamente un buon segno e un risultato positivo, sanzionato da un accordo bipartisan su una materia di valore e di merito, in base a una proposta di iniziativa parlamentare, condivisa nel merito”. A questo punto “il governo dovra´ tenerne conto e considerare queste scelte una risposta anche all´obbligo stabilito dalla recente normativa finanziaria in materia di liberalizzazioni. Quella giornalistica e´ una professione che ha bisogno di un ordinamento etico chiaro e non di mere norme mercantili tipiche del mondo degli affari perche´ possa essere considerata veramente libera e, in questo senso, ´liberalizzata´. La prima riforma dell´Ordine dei giornalisti che ottiene un voto in un ramo del Parlamento dopo 58 anni dalla sua istituzione e´, frattanto, una doppia buona notizia: per il fatto in se´ e per la convergenza bipartisan su scelte improntate a sobrieta´ ed equilibrio. La riduzione da 156 a 90 membri del Consiglio Nazionale e´ scelta significativa per le istituzioni (l´Ordine, per legge, lo e´), nella salvaguardia – conclude Siddi – dei principi di partecipazione democratica e di efficienza delle attivita´ pubbliche”. (agi)

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