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Etica & professione: Odg ai giornalisti su caso Melania, stop a particolari sulla bimba dei due coniugi

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Roma, 8 set – Seguire ´pienamente i principi deontologici´ della professione giornalistica e in particolare garantire ´uno scrupoloso rispetto per le persone, a cominciare dalla tante vittime di questa tragedia, prima tra tutte la piccola figlia della coppia´: e´ il richiamo del presidente dell´Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, e del presidente dell´Odg dell´Abruzzo, Stefano Pallotta, in merito alle cronache relative all´uccisione di Melania Rea, dalle quali ´´emerge una grave mancanza di rispetto per la piu´ fragile tra le vittime della tragedia, la figlia dei due coniugi´´. Iacopino e Pallotta invitano in una nota i giornalisti a ´´ricordare che sono tenuti ´a garantire l´anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalita´, come autore, vittima o teste´, come stabilito dalla Carta di Treviso, fatta propria da Ordine dei giornalisti e da Fnsi. Da settimane, in relazione al ´caso Parolisi´ (l´omicidio di Melania Rea avvenuto in Abruzzo che ha portato all´arresto del marito), e in evidente violazione di uno dei principali strumenti adottati in piena autonomia dai giornalisti a salvaguardia della deontologia professionale, diversi media nazionali e locali si ostinano a dare il massimo rilievo attorno a particolari (nome di battesimo, eta´ etc.) della figlia minore della coppia. Cio´ anche in assenza di qualunque interesse pubblico a conoscere tali particolari´´. ´´Il fatto che in diverse circostanze siano stati i familiari della coppia a fornire questi elementi – sottolineano ancora Iacopino e Pallotta – non giustifica, da parte dei giornalisti e delle loro testate, l´acritica divulgazione di elementi che devono, invece, essere sottoposti a una specifica tutela: i familiari della coppia non sono soggetti alla Carta di Treviso, i giornalisti si´. Ancor prima di cio´ che dettano le norme, i colleghi dovrebbero chiedersi qual e´ l´utilita´ di pubblicare quei particolari, assecondando una morbosita´ che nulla ha da vedere con il dovere di cronaca. Ecco perche´ auspichiamo che non solo vengano pienamente seguiti i principi deontologici della nostra professione, ma si abbia uno scrupoloso rispetto per le persone, a cominciare dalla tante vittime di questa tragedia, prima tra tutte la piccola figlia della coppia´´. (ansa)

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