Roma, 26 set. – L´assemblea del Tg3 protesta contro le scelte di palinsesto che, penalizzando Linea Notte, hanno provocato un vuoto nella fascia serale. I giornalisti inizieranno, da stasera, uno sciopero delle firme per chiedere che ´al posto di meri riempitivi, venga programmata una seconda serata in sintonia con la tradizione della rete che in quello spazio vanta un pubblico consolidato´. I giornalisti annunciano, inoltre, di avere incaricato il comitato di redazione di programmare una giornata di sciopero da attuare di concerto con l´Usigrai. Il comitato di redazione del Tg3 definisce, infatti, ´autolesionistiche´ le scelte di palinsesto ´che hanno fatto perdere all´Azienda gli ascolti di ´Annozero´, ´Vieni via con Me´ e ´Parla con me´, con mancati introiti in termini di pubblicita´ per diversi milioni di euro, adesso tocca al Tg3″. L´Assemblea del Tg3 ritiene “inaccettabili le scelte di palinsesto sulla seconda serata della terza rete: repliche e telefilm che di fatto danneggiano gravemente gli ascolti di Linea Notte. Ennesima dimostrazione degli effetti del conflitto di interessi sulla gestione dell´Azienda”. Pertanto, si legge in un comunicato, “l´Assemblea conferisce mandato al Cdr di programmare una giornata di sciopero da attuare di concerto con l´Usigrai. Inoltre, per protesta, a partire dall´edizione odierna di Linea Notte, i giornalisti del Tg3 ritireranno le firme dai servizi realizzati”. (agi)______________________________________________ RAI: COORDINAMENTO CDR, SOSTEGNO A PROTESTA RAINEWS E TGR – I comitati di redazione di Tg1, Tg2, Tg3, Giornale Radio, Gr Parlamento, Rai Parlamento, Televideo, Rai International, Rai Sport e Ufficio Stampa, ´´sono al fianco delle redazioni di Rainews e della TgR nel loro primo giorno di sciopero delle firme per protestare contro un progetto che snatura l´all-news e accentra e svilisce l´informazione regionale´´. ´´E´ l´ennesima decisione autolesionista – si legge in una nota firmata dai cdr – di un vertice aziendale che non e´ piu´ in grado di governare e rilanciare il servizio pubblico. Come dimostra – ad esempio – l´incapacita´ di porre rimedio al crollo degli ascolti del Tg1, di nominare un Direttore per le testate (Tg2, Rai Parlamento e Gr Parlamento) guidate ad interim da tempo, di dare un progetto di sviluppo per Televideo e di ripristinare un sistema di rilevazione dei dati d´ascolto della Radio (che manca da oltre un anno). E come dimostra la decisione di sostituire gli spazi lasciati liberi in seconda serata dopo la chiusura del programma di Serena Dandini con repliche e telefilm, affossando di fatto il seguente Linea Notte del Tg3, rifiutando inoltre di affidare all´informazione spazi destinati a meri riempitivi´´. ´´I giornalisti Rai – conclude la nota – non lasceranno che si prosegua su questa strada di smantellamento del Servizio Pubblico. Per questo tutti i cdr confermano il proprio sostegno alle 2 giornate di sciopero proclamate dall´Usigrai (secondo le modalita´ definite dall´assemblea dei Comitati di Redazione) all´insegna di ´Riprendiamoci la Rai!´´´. (agi)________________________________________________RAI: TGR; FNSI, SOLIDALI CON PROTESTA USIGRAI. La Federazione nazionale della stampa “esprime la più convinta solidarietà e partecipazione all’iniziativa dell’Unione sindacale dei giornalisti della Rai. Il comportamento del direttore della Testata giornalistica regionale, Maccari, che ha modificato il proprio piano editoriale ‘in corsa’ prevedendo la cancellazione della terza edizione del tg regionale, dando vita ad una nuova trasmissione sul canale RaiNews 24, non poteva che avere una dura risposta”. Per il sindacato dei giornalisti, “si tratta di una scelta che riduce e devasta l’informazione regionale, punendo gli utenti, snaturando, al tempo stesso, RaiNews 24 attaccandone l’autonomia editoriale. La decisione dell’azienda di mantenere ‘temporaneamente’ la terza edizione, evidentemente assunta di fronte al levarsi delle proteste, non è una risposta soddisfacente”. La Fnsi “solidarizza con la decisione dell’Usigrai di invitare i colleghi delle redazioni regionali a ritirare le proprie firme dai servizi quale prima forma di protesta in vista dello sciopero vero e proprio. E’ sempre più evidente come in Rai vi siano vertici aziendali del tutto inadeguati che sembrano impegnati soprattutto a depotenziare l’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo favorendo, così, di fatto, la concorrenza privata. Non è neppure necessario ricordare che quanto sta accedendo è l’ultimo di una lunga serie di episodi di ridimensionamento della capacità produttiva e di tenuta del servizio pubblico sul mercato radiotelevisivo. La Rai è un bene culturale ed industriale del Paese. Va difesa. Come ha chiesto il segretario dell’Usigrai, Carlo Verna, è necessario che le istituzioni di garanzia si facciano sentire e valere”. La Fnsi “rivolge ai colleghi ed agli stessi utenti del servizio pubblico l’invito a partecipare alle iniziative che saranno programmate in varie località all’insegna della parola d’ordine ‘Riprendiamoci la Rai’”. (ansa)