Roma, 27 set – La maggioranza sembra in affanno anche sul fronte della politica giudiziaria. I due provvedimenti sui quali la settimana scorsa diceva di avere tanta fretta sembrano ora destinati a uno ´stand-by´: slittano sia il ddl intercettazioni, sia il cosiddetto ´processo lungo´. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso di rinviare la riforma degli ´ascolti´ alla prima settimana di ottobre, quando era prevista per oggi al settimo punto dell´ ordine del giorno dell´Aula. Ed e´ probabile che si accumulera´ un nuovo ritardo visto che il prossimo 5 ottobre e´ prevista una nuova riunione dei presidenti dei gruppi parlamentari per decidere quando calendarizzare il voto sulle pregiudiziali di costituzionalita´ presentate al testo dall´opposizione. Sul processo lungo, invece, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha spiegato che, siccome non e´ ancora cominciato l´esame del testo in commissione Giustizia, sarebbe stato inutile inserirlo sin da ora nel calendario dei lavori d´Assemblea. Il rinvio dell´esame del ddl intercettazioni dipenderebbe anche da alcune modifiche che si vorrebbero apportare al testo. L´idea sarebbe quella di inserire nel ddl le parti della proposta Mastella relative al divieto di pubblicazione. Visto che ´´senz´altro – spiega uno dei tecnici del Pdl – sono piu´ ´stringenti´´´ della norma ora all´attenzione del Parlamento. Secondo quanto si apprende, l´intenzione sarebbe quella di intervenire sull´articolo 1 del provvedimento e sulla parte del ddl che modifica l´articolo 684, cioe´ la norma che disciplina la ´pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale´. Quello che darebbe piu´ ´´fastidio´´ al Pdl sarebbe il famoso ´comma Bongiorno´: quello che venne presentato nell´ultima fase dei lavori dalla presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e che da´ la possibilita´ di consentire ´´sempre la pubblicazione degli atti per riassunto´´ anche se non si sono ancora concluse le indagini preliminari. Cosa che invece veniva categoricamente vietata con il ddl Mastella. ´´Se cancellassero questo comma – commenta la capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Donatella Ferranti – ci sarebbe il black out sul contenuto delle intercettazioni fino alla fine delle indagini, il che vuol dire anche due anni. Con tutto quel che ne consegue, pensate ad esempio al caso della ´cricca´…´´. E se si ´adottasse´ il testo Mastella anche per quanto riguarda gli atti del fascicolo del Pm (come ad esempio le perizie o gli accertamenti bancari), si dovrebbe attendere addirittura la sentenza d´appello. I componenti della Consulta Giustizia del Pdl, comunque, sono stati convocati domani mattina dal legale del premier Niccolo´ Ghedini, per fare il punto su eventuali modifiche. E c´e´ chi, come il capogruppo in commissione Enrico Costa, mette le mani avanti avvertendo l´opposizione che il ddl potra´ essere rivisto in ogni sua parte, comprese le norme gia´ votate da Camera e Senato. ´´La precisazione – sottolinea Ferranti – ci preoccupa perche´ significa che e´ gia´ pronto il colpo di mano´´. Nel Pdl, intanto, si allarga il cerchio dei contrari alla norma ´´anti-blog´´. Dopo il ´no´ di ieri della ministra Giorgia Meloni e del deputato Roberto Cassinelli, oggi contesta la riforma della rettifica ´on-line´ anche Bruno Murgia (Pdl). ´´Limitare il diritto di espressione su internet – osserva – non aumentera´ il livello di riservatezza per gli indagati o i rinviati a giudizio in procedimenti penali´´. Ma tra i ´tecnici´ nessuno si sbilancia sul punto (´´non credo si tocchera´´´, spiega uno di loro). I blogger intanto confermano: il 29 settembre ´´tutti in piazza´´. (ansa)