Parigi, 17 ott – Si aggiunge un nuovo capitolo nella spinosa vicenda dei presunti finanziamenti occulti versati dall´ereditiera Liliane Bettencourt all´Ump, il partito del presidente francese Nicolas Sarkozy, e sulla presunta sorveglianza esercitata dai servizi segreti d´Oltralpe sui giornalisti impegnati a seguire la vicenda. La procura di Parigi ha messo sotto inchiesta il capo degli 007 transalpini, Bernard Squarcini, considerato vicino a Sakrozy, per ´violazione del segreto della corrispondenza´, ´raccolta illecita di dati´ e ´´violazione del segreto professionale´´. Accuse scaturite da una denuncia del quotidiano Le Monde e del giornalista Gerard Davet, le cui conversazioni telefoniche sarebbero state controllate dalla Dcri, la direzione del controspionaggio interno. Nelle prossime ore, riferiscono fonti giudiziarie, la stessa sorte dovrebbe toccare a un altro pezzo grosso delle forze dell´ordine francesi: il direttore generale della polizia nazionale Frederic Pechenard, anch´egli vicino all´Eliseo e al suo inquilino. La vicenda era iniziata nel maggio scorso, quando Le Monde aveva accusato, con un grande titolo in prima pagina, Sarkozy e l´Eliseo di usare i servizi segreti per spiare i suoi giornalisti, ´colpevoli´ di aver scoperto troppi dettagli scomodi sul caso Bettencourt, mettendo nei guai l´allora ministro del Bilancio e tesoriere dell´Ump Eric Woerth. Sotto controllo, sempre secondo il quotidiano, sarebbe finito anche il funzionario sospettato di essere la loro ´talpa´, il consigliere del ministero della Giustizia David Senat, che pur avendo sempre negato di essere la fonte dei reporter era stato infine costretto a dimettersi. Dopo settimane di forti polemiche, il caso era sembrato scivolare via senza serie conseguenze, almeno per i vertici. Fino al 1/o settembre, quando Le Monde e´ tornato all´attacco, con un nuovo lungo articolo accusatorio, in cui si elencavano per la prima volta prove circostanziate delle indagini della Dcri sul cronista e sul suo presunto informatore Senat. Le indagini svolte sul caso dalla giudice d´istruzione parigino Sylvia Zimmermann avevano infatti permesso di trovare le richieste di informazioni inviate dall´intelligence transalpina all´operatore telefonico Orange, per ottenere la lista delle chiamate in entrata e in uscita dal telefono del giornalista, la loro durata e la loro geolocalizzazione, per il periodo dal 12 al 16 luglio 2010. Era stata inoltre individuata un´altra richiesta, inviata sempre dalla Dcri ma in un secondo momento, per ottenere le fatture dettagliate del telefono di Senat. Prove che avevano costretto il ministro dell´Interno francese, Claude Gueant, ad ammettere che ci fossero state indagini sul reporter, e a giustificare l´operato dei servizi nella vicenda. ´´Si trattava di cercare l´autore della divulgazione all´interno dell´amministrazione di procedimenti giudiziari, cosa del tutto scandalosa´´ aveva spiegato in quell´occasione ai microfoni di France Info, precisando che si trattava di ´´individuazione di conversazioni telefoniche, cosa ben diversa dalle intercettazioni´´. (ansa)