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Libertà di informazione: telefonate premier-Lavitola, è bufera. Pdl, prima il processo breve poi il ddl sulle intercettazioni

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Roma, 17 ott – Le ultime intercettazioni tra Silvio Berlusconi e Walter Lavitola finite sui giornali fanno gridare allo scandalo le opposizioni e sorridere amaro il vicepresidente del Csm, Michele Vietti che bolla le accuse del premier ai Pm come ´´fantasiose´´. La maggioranza, dal canto suo, fa quadrato anche se questa volta si registra solo una timida ´alzata di scudi´ in difesa del premier. Nessuno, pero´, almeno per ora, ipotizza (cosi´ come avvenuto in passato) di accelerare l´iter del ddl intercettazioni. Per farlo diventare legge, infatti, sono previste circa 70 votazioni segrete. Oltre a quella finale. E questa´ e´ una cosa che, al momento, dopo il voto di fiducia di venerdi´ scorso, in pochi nel Pdl se la sentono di affrontare. Cosi´, nel Pdl si conferma l´intenzione di andare avanti con il provvedimento, ma senza ´strappi´. All´ultima riunione di maggioranza, spiegano alcuni tecnici della giustizia del partito, si e´ deciso di metterlo in votazione in Aula ´´entro novembre´´. E cosi´ sara´. Per il resto, il fatto che il presidente del Consiglio abbia parlato con il faccendiere editore de l´´Avanti´ della necessita´ di fare ´´una rivoluzione con milioni di persone in piazza´´ per scagliarsi contro il ´´Palazzo di giustizia di Milano´´ assediando il quotidiano ´La Repubblica´, e´ un qualcosa che fa andare su tutte le furie Pd e Idv. Per la presidente dei senatori ´democrat´ Anna Finocchiaro sono parole ´´indegne di un premier´´. Mentre il suo vice Luigi Zanda evidenzia come da questi colloqui emerga ´´uno scenario fuori da qualsiasi regola di democrazia´´. ´´E´ eversivo´´, incalza Emanuele Fiano (PD). Anche i dipietristi vanno giu´ pesante. Il Cavaliere ´´parla come un ´black bloc´´´, commenta il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. ´´La teoria complottista per cui esistono giudici di Magistratura democratica che ordiscono una congiura per attentare ad altri poteri e´ una fantasia´´, sentenzia in serata Vietti nel corso di ´´Otto e mezzo´´ considerando saggio che il Csm abbia deciso di non seguire il premier nelle sue esternazioni antitoghe: sarebbe stata una ´´rincorsa che non sarebbe servita a nulla´´. Da parte della maggioranza, i cui parlamentari solitamente ingaggiano un braccio di ferro di ´comunicati´ contro gli ´attacchi´ delle opposizioni, la reazione e´ a dir poco modesta. Ufficialmente interviene Margherita Boniver per dire che quello delle intercettazioni e´ ´´un metodo barbarico´´ e per invocare il ripristino dell´articolo 68 della Costituzione sull´immunita´ parlamentare. ´´E´ il solito wikileaks in salsa italiana con la pubblicazione di conversazioni proibite di Berlusconi´´, insiste. Ma se sulle intercettazioni la legge non subira´ accelerazioni nemmeno sull´onda dell´emozioni del giorno, su un altro provvedimento, invece, la parola d´ordine e´ ancora ´´fare presto´´. Si tratta della cosiddetta ´Prescrizione breve´, quella che secondo il Pd cancellerebbe immediatamente processi del premier come quello Mills. ´´Se nella seduta di domani – spiega il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli – l´ opposizione fara´ ancora ostruzionismo, io chiudero´ il ddl in un cassetto e attendero´ che venga calendarizzato per l´Aula´´. Se questo accadra´, aggiunge, ´´chiedero´ che vi arrivi senza che sia concluso l´esame in commissione. Senza cioe´ che sia stato dato mandato al relatore´´. Una volta in Assemblea, assicura ancora Berselli, ´´il testo potra´ essere approvato in uno o due giorni al massimo´´. A palazzo Madama, infatti, per la maggioranza non ci sono ´´problemi di numeri´´. (ansa)

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