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Editoria: Cei, no ai tagli perché mettono a rischio decine di testate e centinaia di posti di lavoro

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Roma, 22 ott – La Cei dice ´no´ ai tagli delle agevolazioni e del sostegno pubblico all´editoria, poiche´ mettono ´a rischio di sopravvivenza decine e decine di testate, e quindi centinaia di posti di lavoro´, oltre a determinare ´un impoverimento del pluralismo informativo, del dibattito pubblico, del patrimonio culturale e informativo del Paese´. L´allarme e´ stato lanciato dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, intervenuto oggi a Cesena al Convegno nazionale della Federazione Italiana dei Settimanali cattolici. La preoccupazione dei vescovi italiani e´ in particolare per i rischi di chiusura delle tante testate locali e cattoliche, ma riguarda i contraccolpi dei tagli sull´intero panorama editoriale. Rivolgendosi ai rappresentanti dei settimanali diocesani, in occasione dei cento anni del locale ´´Corriere cesenate´´, mons. Crociata ha sottolineato che oggi la loro ´´missione´´ si scontra con un contesto su cui si addensano ´´nubi minacciose´´. ´´L´orientamento delle risorse pubblicitarie alle emittenti televisive nazionali; l´aumento considerevole delle spese postali, seguito alla soppressione delle tariffe agevolate; la riduzione del sostegno pubblico con la drastica e sistematica riduzione del fondo per l´editoria… sono tutti elementi che contribuiscono a mettere a rischio di sopravvivenza decine e decine di testate, e quindi centinaia di posti di lavoro´´, ha avvertito il numero due della Cei. Per mons. Crociata, ´´pur tenendo conto delle precarie condizioni legate alla crisi economica, una simile prospettiva significherebbe anche un impoverimento del pluralismo informativo, del dibattito pubblico, del patrimonio culturale e informativo del Paese´´. Inoltre, ´´non va sottovalutato nemmeno l´incredibile apporto professionale che i settimanali diocesani hanno sempre assicurato, quale fucina che ha saputo coinvolgere, formare e quindi immettere nel circuito dei grandi media comunicatori qualificati e competenti´´. Crociata ha ricordato che ´´sul difficile assetto dell´editoria pesa senz´altro anche il processo tecnologico in corso, che in questi anni ci ha obbligati a confrontarci con autorevoli testi che pronosticavano senza mezzi termini la fine prossima della carta stampata´´. La diffusione di Internet, comunque, non puo´ significare ´´disertare il territorio e le sue forme tradizionali di comunicazione´´. E se, infatti, ´´fibre ottiche e satelliti ormai ci spalancano gli orizzonti del mondo´´, ´´a dispetto di chi profetizza un declino inesorabile del territorio cresce la ricerca dell´identita´ locale, la riscoperta delle piccole patrie, il richiamo alle autonomie´´. Secondo il segretario generale della Cei, ´´forse soltanto tenendo insieme i due movimenti del pendolo – la dimensione locale e l´afflato universale, il territorio e la Rete digitale – ci sara´ possibilita´ di equilibrio e di sviluppo, uno stare al passo coi tempi senza per questo smarrire per strada la propria identita´´´. Oltre a guardare alla rete come a una ´´risorsa imprescindibile, che ha spalancato possibilita´ inedite di informazione, di scambio e di relazione´´, per Crociata bisogna poi, comunque, salvaguardare la comunicazione su carta stampata, che – ha osservato – ´´induce ad analisi piu´ profonde, aiuta a pensare con maggiore riflessivita´´´. (ansa)

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