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L´assemblea de Il Messaggero
"L´azienda straccia gli accordi"

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L´Assemblea dei redattori del Messaggero denuncia il mancato rispetto degli accordi sullo stato di crisi da parte dell’azienda. C’è una lealtà delle intese, su cui il direttore dovrebbe vigilare, che va garantita al di là di ogni interpretazione a posteriori. A fronte di 38 esuberi concordati l’azienda ne richiede un numero maggiore e, violando la decisione condivisa con il Cdr di non dar seguito ad azioni unilaterali, prosegue mettendo in cassa integrazione i colleghi che avrebbero i requisiti del prepensionamento. Questo avviene mentre la redazione è in sofferenza per il drastico ridimensionamento dell’organico. Vi sono situazioni che non sono giustificabili neppure da un’emergenza. Uno per tutti il caso di Terni dove si è passati in poco più di un anno da cinque colleghi e un coordinatore regionale a soli due redattori.
Proprio oggi sui giornali viene annunciato che i conti della Caltagirone editore sono in forte miglioramento “grazie alla rigorosa politica di contenimento dei costi”, come si legge nel comunicato del consiglio di amministrazione sui risultati al 30 settembre 2010. Circostanza che rende ancora più irragionevole la pretesa di un’ulteriore riduzione dell’organico.
L’azienda, che è stata così solerte a tagliare posti di lavoro, non ha invece preso alcuna iniziativa di rilancio per il giornale, che pure era prevista per giustificare la richiesta dello stato di crisi. Una campagna pubblicitaria non può essere considerata un investimento sulla qualità e sullo sviluppo della testata.

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