Radio Città del Capo: L’altra verità

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Un sindacato degno di questo nome tutela TUTTI i colleghi 

COMUNICATO DIPENDENTI NETLIT SRL

Vi scriviamo a nome dei giornalisti-dipendenti di Netlit-Media Literacy Network S.r.l. perché, dopo le accuse e le false dichiarazioni mosse dai nostri colleghi di Radio Città del Capo al legale rappresentante Renato Truce, ci sentiamo di dover intervenire per far emergere la verità e per rispondere alle false notizie che stanno circolando sulla nostra azienda.

Non siamo intervenuti finora nella questione perché fiduciosi che il nostro lavoro potesse essere la risposta più adeguata per mettere alla luce il buon funzionamento dell’azienda, ma davanti ad alcune dichiarazioni dei colleghi di Radio Città del Capo, ci sentiamo in dovere di far sentire la nostra voce per far emergere la realtà a difesa di un’azienda amministrata in modo encomiabile e che ora rischia conseguenze che ci coinvolgerebbero tutti.

Non ci sono stati licenziamenti, non ci sono state censure, non ci sono state vessazioni; al contrario ci sono state assunzioni e regolarizzazioni contrattuali, ma i nostri colleghi si rifiutano di seguire la nuova linea editoriale, stabilita al momento della nascita del network nel 2017: non solo informazione locale ma anche alfabetizzazione ai media,coerentemente con i progetti dell’ML Network.

Ricordiamo che Renato Truce, rappresentante legale di Netlit S.r.l. è un collega giornalista competente e regolarmente iscritto al sindacato piemontese, e non già “apertamente ostile al sindacato e alle sue rappresentanze”.

Ribadiamo inoltre, come già segnalato in data 17/01/2020 alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, all’Associazione Stampa Romana e all’Associazione Stampa Piemontese, di non essere mai stati convocati in alcuna elezione di rappresentanza sindacale interna del Network e di ritenere quindi la rappresentanza illegittima del collega Giovanni Stinco.

Segnaliamo che la posizione dei redattori della testata Città del Capo è di palese conflitto di interessi, in quanto essi sono redattori di Netlit ma anche soci della Cooperativa Sociale Open Group, coproprietaria del network Netlit ed oggi in dissidio con i restanti soci.

Nel drammatico panorama giornalistico di oggi, Netlit è un caso più unico che raro di azienda che lavora con entusiasmo e correttezza:

nell’ambito giornalistico, realizziamo trasmissioni quotidiane in piena autonomia nella scelta degli argomenti e nella gestione degli spazi. Naturalmente, come in ogni testata giornalistica ed emittente radiofonica, seguiamo la linea editoriale che ci è indicata (quella della media literacy e dell’Agenda Onu 2030) e coinvolgiamo i ragazzi delle scuole con cui collaboriamo all’interno del nostro palinsesto. Siamo quasi tutti lavoratori under 30 assunti a tempo indeterminato con contratti giornalistici adeguati alle nostre mansioni e ci è consentito di lavorare con estrema libertà.

Ma più di tutto, ci teniamo a sottolineare il clima collaborativo e proficuo tra dipendenti e superiori. Nonostante la nostra giovane età, noi tutti abbiamo alle spalle un buon numero di esperienze lavorative e siamo unanimemente d’accordo nel constatare la disponibilità all’ascolto, la flessibilità, l’apertura dei nostri superiori.

I lavoratori di Netlit,

Chiara Di Paola, Irene Falcucci, Riccardo Cotumaccio, Chiara Colasanti, Massimiliano Truce, Alessandro Truce, Francesco Tota, Gaia Ravazzi.

👉 Leggi qui la replica di Tiziana Barrucci su Radio Città del Capo.