Licenziamenti a Google. Essenziale la trasparenza dell’intelligenza artificiale per il futuro del giornalismo

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La rivolta di un migliaio di ricercatori di Google e di un pezzo di comunità scientifica per il licenziamento di Timnit Gebru, responsabile della sezione etica del colosso di Mountain View richiama l’attenzione della nostra comunità professionale.

La dirigente è stata licenziata in tronco perché in una mail interna ha espresso dubbi e critiche su come si stia sviluppando la ricerca sull’intelligenza artificiale di Google. 

L’uso massiccio di dati che alimenta bot e motore di ricerca così potenti può non tenere conto dell’impatto ambientale e delle sottigliezze del linguaggio acquisito anche quando esprime le posizioni di minoranze culturali.

La richiesta rivolta ai suoi superiori era di esaminare e ridurre i rischi prima di procedere ad una ulteriore implementazione dell’intelligenza artificiale.

Il ruolo dell’AI impatta anche sul giornalismo.

Come dimostra una recente ricerca dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (il cui estratto alleghiamo) anche nelle nostre redazioni si fanno largo soluzioni automatizzate specie nell’uso dei social.
Un fenomeno che sarà sempre più frequente ed esteso.

Così si corre il rischio non solo di impattare sull’occupazione ma anche di ledere l’autonomia creativa e intellettuale dei giornalisti.

Ecco perché è necessario riflettere su questi temi per negoziare e tutelare la nostra autonomia professionale.

Segreteria Associazione Stampa Romana

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