Corriere di Viterbo: i collaboratori lavorano gratis

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Da inizio anno il gruppo corriere nella declinazione del Corriere di Viterbo sta mandando lettere ai collaboratori in cui, in spregio delle norme e anche del buon senso, declassa il rapporto di lavoro ad una prestazione gratuita.

Si lavora e non si paga.

Il rapporto, definito da una scrittura privata, resta tuttavia in esclusiva ed ha la durata di un anno.

È un ulteriore segno della crisi drammatica del settore che ha colpito anche il gruppo editoriale che fa capo alla famiglia Angelucci.

Ma è anche un ennesimo punto di non ritorno.

In questo modo il giornalismo professionale si riduce ad un hobby da praticare in esclusiva. E il lavoro nel nostro settore e nel nostro paese deve essere retribuito.

ASR denuncia e condanna il comportamento dell’editore riservandosi contestazioni legali.

Segreteria ASR

COMMISSIONE LAVORO NON DIPENDENTE DELL’ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANA SULLA VICENDA DEL  CORRIERE DI VITERBO

Lavorare gratis, con un contratto di esclusiva, per un anno intero, ma con la garanzia di avere la propria firma apposta sotto a quell’articolo tanto bramato. È la richiesta scritta fatta a mo’ di scrittura privata e inviata il 28 dicembre scorso ad un aspirante collaboratore del Corriere di Viterbo, testata giornalistica del Gruppo Corriere srl, di proprietà della famiglia Angelucci. L’accordo, se firmato, avrebbe avuto valore legale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, ossia per un anno.

La Commissione Lavoro non dipendente dell’Associazione Stampa Romana si associa nel condannare fermamente il comportamento dell’editore e ribadisce il suo pieno sostegno a quanto dichiarato dalla Segretaria dell’Associazione Stampa Romana, in merito alla vicenda (il link al comunicato stampa dell’Associazione Stampa Romana pubblicato in data 23 gennaio 2021: https://stamparomana.it/2021/01/23/corriere-di-viterbo-i-collaboratori-lavorano-gratis/). 

La Commissione Lavoro non dipendente dell’Asr, per quanto di sua competenza, plaude la decisione della Segretaria di procedere ad una valutazione delle eventuali azioni legali da poter intraprendere contro l’editore, salutando il coraggio di chi ha deciso di infrangere il muro di omertà, denunciando una pratica illegale, immorale, e purtroppo sempre più diffusa.

 

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